Per i Professionisti della Visione

Pipic test pseudoisocromatico


Pipic

Il test PIPIC è un test di tipo pseudoisocromatico per la rilevazione delle discromatopsie creato da Waggoner in modo che incorporasse i pregi colorimetrici dell'Ishihara, con l'aggiunta di variazioni nei numeri presentati e nelle geometrie e con l'introduzione di tavole per soggetti affetti da tritanopia (non valutata nella versione originale dell'Ishihara).

Quella che segue è una analisi dettagliata del test tavola per tavola, in modo da comprendere la sua effettiva utilità.

La tavola Demo grigia è una tavola di presentazione, che dovrebbe essere riconosciuta da tutti i soggetti. Il numero da riconoscere è un 16, la geometria utilizzata è quella delle tavole di Ishihara, ma il numero non è lo stesso utilizzato nella tavola di presentazione dell'Ishihara, fattore talvolta importante per evitare che i soggetti testati imbroglino o siano in ogni caso aiutati nel riconoscere i numeri da minimi indizi (l'Ishihara è un test molto conosciuto e ampiamente riprodotto anche sul web).
Le tavole dalla 1 alla 4 e quelle dalla 10 alla 14 sono tavole a scomparsa, disegnate con aspetti colorimetrici e geometrici apparentemente identici alle tavole a scomparsa dell'Ishihara. Per quanto riguarda gli aspetti geometrici (se si considerano gli aspetti colorimetrici come identici), le tavole dovrebbero avere ottimi risultati sia di sensibilità che di specificità, come dimostra la tabella sotto riportata. Infatti, a parte la tavola 4 e metà della tavola 10, che presentano le uniche cifre inedite per quanto riguarda le tavole a scomparsa, tutte le altre tavole presentano le cifre con i migliori risultati
di sensibilità e di specificità registrate nella nostra ricerca per quanto riguarda le tavole di Ishihara.

Ishihara
Specificità
Sensibilità
Numero da riconoscere
PIPIC
Tavola 10
100,00%
100,00%
2

Tavola 1 (2)
Tavola 2 (42)
Tavola 3 (26)

Tavola 11
100,00%
94,12%
6

Tavola 3 (26)
Tavola 13 (6)

Tavola 12
70,77%
100,00%
97
Tavola 13
92,31%
94,12%
45

Tavola 2 (42)
Tavola 10 (5)
Tavola 11 (45)

Tavola 14
100,00%
88,24%
5
Tavola 15
100,00%
88,24%
7
Tavola 14 (7)
Tavola 16
100,00%
94,12%
16
Tavola 12 (10)
Tavola 17
64,62%
100,00%
73

Tavola 4 (8)
Tavola 12 (10)

Le tavole dalla 5 alla 9 sono tavole ambigue; in queste, i numeri possono essere riconosciuti in maniera differente da soggetti con problemi nella visione dei colori (un errore, anche se non caratteristico, è solitamente da considerarsi un indice di discromatopsia). Nello Score Sheet del test è indicato apparentemente come un difetto più grave il mancato riconoscimento del numero "nascosto"; ciò non è riportato in nessuno studio sulle tavole di Ishihara e non è stato riscontrato neanche nel nostro caso (il mancato riconoscimento di quel tipo di figura è da ricondurre ad altre abilità carenti, non legate ai problemi sull'asse rosso-verde). Tuttavia, il fatto che nel PIPIC sia riportato questo dato può indurre a pensare che i numeri siano disegnati con aspetti colorimetrici differenti dall'Ishihara. I numeri utilizzati sono gli stessi di alcune tavole dell'Ishihara, nonostante i numeri utilizzati nella tavola 5 e nella tavola 7 del PIPIC siano quelli che hanno dato peggiori risultati di specificità nella nostra ricerca. La tavola 6 del PIPIC indica altre possibili differenze con gli aspetti colorimetrici (o geometrici) dell'Ishihara, poiché viene indicato che il soggetto potrebbe riconoscere un 13, cosa invece mai successa nella nostra ricerca sull'Ishihara e mai riportata in ulteriori studi sulle celebri tavole giapponesi.

Ishihara
Specificità
Sensibilità
Numero da
riconoscere
Riconoscimento figura "nascosta"
da parte di soggetti discromati
PIPIC
Tavola 2
100,00%
94,12%
8 (3)
11/17
Tavola 3
100,00%
82,35%
6 (5)
6/17
Tavola 4
84,62%
94,12%
29 (70)
4/17
Tavola 8 (29-70)
Tavola 5
100,00%
94,12%
57 (35)
2/17
Tavola 9 (57-35)
Tavola 6
96,92%
100,00%
5 (2)
12/17
Tavola 7 (5-2)
Tavola 7
78,46%
100,00%
3 (5)
12/17
Tavola 8
100,00%
100,00%
15 (17)
16/17
Tavola 6 (15-13 o 17)
Tavola 9
73,85%
100,00%
74 (21)
16/17
Tavola 5 (74-)

La tavola 15 del PIPIC presenta una figura di tipo diagnostico. E' stato dimostrato in numerosi studi, compreso il nostro, che gli aspetti colorimetrici utilizzati all'interno delle tavole di Ishihara non sono validi per differenziare i soggetti protan dai soggetti deutan.
Le tavole 16 e 17 sono invece differenti e presentano aspetti colorimetrici tali che le cifre al loro interno non possano essere riconosciute dai soggetti tritanopi o da coloro che hanno problemi di tipo acquisito sostanzialmente sul canale di opponenza giallo-blu, mentre gli aspetti geometrici delle stesse sono sempre quelli delle tavole di Ishihara.
A partire dalla tavola Demo rossa, si passa alla sezione per bambini, che usa sistemi differenti dalle tavole di Ishihara pediatriche, ritenute a quanto pare non soddisfacenti dal creatore del test (nell'Ishihara venivano utilizzate linee da seguire e secondo la maggior parte degli studi si ottenevano buoni risultati di specificità e sensibilità per bambini di più di 4 anni di età).
Le figure delle tavole Demo rossa, 18, 21, 22 e 23 sono geometricamente simili alle figure del Color Vision Testing Made Easy, un test specificamente creato per bambini e per soggetti affetti da disabilità mentali, mentre le figure delle tavole 19 e 20 sono geometricamente simili alle figure dell'HRR, test che mostra ottimi risultati anche su bambini di almeno 4 anni di età. Gli aspetti colorimetrici delle tavole dalla 18 alla 23 sono tuttavia simili a quelli delle tavole di Ishihara, test che mostra sempre ottimi risultati di sensibilità, ma talvolta risultati di specificità meno alti; ciò potrebbe essere dovuto a fattori geometrici, ma probabilmente anche ad aspetti colorimetrici e proprio per questo motivo sarebbe forse stato preferibile mantenere gli aspetti colorimetrici dell'HRR (il test meglio studiato per la colorimetria).
La tavola 24 mostra aspetti colorimetrici simili alle tavole 16 e 17 con aspetti geometrici uguali all'HRR e permetterà quindi il riconoscimento di problemi di tipo acquisito e possibili tritanopie.
In conclusione, si può dire che il test è ben costruito e dovrebbe ottenere ottimi risultati di sensibilità nel compito di screening per diagnosticare un soggetto come discromate; inoltre, grazie alla presenza di 3 tavole atte a riconoscere difetti sull'asse giallo-blu, può essere utilizzato anche per problemi di tipo acquisito, che si riferiscono più spesso a difetti su quell'asse di opponenza. Il mancato inserimento delle tavole hidden è da valutare positivamente poiché tutti gli studi hanno mostrato lo scarso funzionamento delle stesse.
Tuttavia, il test ha probabilmente difficoltà nel differenziare un soggetto protan da uno deutan (se gli aspetti colorimetrici sono gli stessi dell'Ishihara) e non è in grado di differenziare i difetti nella visione dei colori in termini quantitativi.
La presenza di tavole "pediatriche" simili al Color Vision Testing Made Easy consente di utilizzare tranquillamente il test per soggetti incapaci di leggere o affetti da ritardo mentale.
E' importante per lo specialista consultare lo Score Sheet iniziale poiché la sola consultazione del Quick Start Reference potrebbe portare ad ambiguità nell'analisi dei risultati, soprattutto per quanto riguarda le tavole "pediatriche".

Alessandro Casiraghi – laureato alla facoltà della Bicocca Milano con la tesi: "Test per la visione a colori: analisi critica, progettazione e realizzazione di un test a monitor".

 


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