AMSLER CHART
art. 65.040
TEST PER DETERMINARE LA QUALITÀ DELLA VISIONE CENTRALE
del Prof. Dr. Marc Amsler - Zurigo
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Questo test permette l'analisi
delle interferenze della funzione visiva, che si riscontrano all'inizio e
durante l'evoluzione delle maculopatie. La parola maculopatia, analoga a
retinopatia, è qui usata per descrivere tutte le patologie della macula che, per
la loro frequenza - diversità - gravità e spesso natura enigmatica, giocano un
ruolo importante nelle malattie dell'occhio.
Metodi tecnici perfezionati (oftalmoscopio
binoculare Gullstrand, luce rosso/priva di Vogt, esame con lampada a fessura e
lente di Goldmann) consentono di osservare alterazioni anche minime della retina
nella regione del polo posteriore dell'occhio.
Per quanto concerne la
funzione della macula, occorre sottolineare che il normale test usato per la
visione centrale non è altro che una misurazione quantitativa approssimativa,
che non tiene veramente conto della qualità del disturbo visivo. Per
convincersi di questo occorre fare attenzione alle osservazioni dei pazienti
durante la lettura dei tests.
Immaginiamo due persone aventi
ciascuna V.A. = 6/12. La prima dirà, avendo più volte stropicciato gli occhi,
"E' strano, riuscirei a vedere le lettere più piccole, se non fosse per
l'annebbiamento che vedo davanti agli occhi." La seconda dirà: "E' nitido, ma
non distinto"; nitido, perché non c'è annebbiamento che interferisca - non
distinto, perché le lettere sono stampate male e perciò sono illeggibili. In
questo caso ci troviamo davanti a due diverse qualità visive, che vengono
grossolanamente classificate nella frazione 6/12, che si ritiene esprima la
funzione della foveola.
E' però necessario essere in
grado di individuare i diversi disturbi funzionali delle regioni centrali e
paracentrali della retina, che sfuggono ai normali test di Snellen, Bjerrum e
Haitz. Quindi l'utilizzo di questi tests può apportare grande contributo alla
conoscenza della qualità dei disturbi della visione centrale.
Ponendo un foglio ben suddiviso
in quadratini davanti ad un occhio affetto da disturbi nella regione centrale
della retina, il paziente rileverà immediatamente macchie e distorsioni della
visione - scotomi e metamorfopsia, che appaiono in forme diverse e vengono
"catturate" dalla quadrettatura tenuta davanti a loro.
La lunga pratica di questo
semplice esame clinico ne ha mostrato le potenzialità ma anche le difficoltà di
realizzazione. Per migliorare le prime e superare le seconde, sono stati
stabiliti i seguenti metodi e tecnica d'esame:
Il foglio standard (tabella
n° 1) è un quadrato con linee bianche su sfondo nero opaco, in cui le linee
parallele orizzontali e verticali formano una superficie perfettamente suddivisa
in quadratini. Al centro c'è una macchia bianca che funge da punto di
fissazione.
La semplicità di questo test
suddiviso in quadratini è nota a tutti e ricorda i quaderni a quadretti. E'
altrettanto certo che la linea dritta, l'angolo retto ed il quadrato sono figure
geometriche nelle quali il nostro occhio riesce a distinguere meglio eventuali
difetti e distorsioni.
Le dimensioni sono: 10 cm. per
la misurazione esterna e 5 mm. per ciascun quadratino. Le misurazioni lineari
corrispondono ad un angolo di 20° e di 1°, quando il foglio viene tenuto ad una
distanza di 28-30 cm dall'occhio.
Se effettuato secondo queste
proporzioni determinate in modo preciso, basate sull'angolo di 1°, il quadratino
sarà uno strumento di grande rilievo per determinare la topografia del polo
posteriore dell'occhio.