Per i Professionisti della Visione

Amsler Chart

TEST PER DETERMINARE LA QUALITÀ DELLA VISIONE CENTRALE
del Prof. Dr. Marc Amsler - Zurigo

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Questo test permette l'analisi delle interferenze della funzione visiva, che si riscontrano all'inizio e durante l'evoluzione delle maculopatie. La parola maculopatia, analoga a retinopatia, è qui usata per descrivere tutte le patologie della macula che, per la loro frequenza - diversità - gravità e spesso natura enigmatica, giocano un ruolo importante nelle malattie dell'occhio.

 Metodi tecnici perfezionati (oftalmoscopio binoculare Gullstrand, luce rosso/priva di Vogt, esame con lampada a fessura e lente di Goldmann) consentono di osservare alterazioni anche minime della retina nella regione del polo posteriore dell'occhio.

Per quanto concerne la funzione della macula, occorre sottolineare che il normale test usato per la visione centrale non è altro che una misurazione quantitativa approssimativa, che non tiene veramente conto della qualità del disturbo visivo. Per convincersi di questo occorre fare attenzione alle osservazioni dei pazienti durante la lettura dei tests.  

Immaginiamo due persone aventi ciascuna V.A. = 6/12. La prima dirà, avendo più volte stropicciato gli occhi, "E' strano, riuscirei a vedere le lettere più piccole, se non fosse per l'annebbiamento che vedo davanti agli occhi."  La seconda dirà: "E' nitido, ma non distinto"; nitido, perché non c'è annebbiamento che interferisca - non distinto, perché le lettere sono stampate male e perciò sono illeggibili. In questo caso ci troviamo davanti a due diverse qualità visive, che vengono grossolanamente classificate nella frazione 6/12, che si ritiene esprima la funzione della foveola.

E' però necessario essere in grado di individuare i diversi disturbi funzionali delle regioni centrali e paracentrali della retina, che sfuggono ai normali test di Snellen, Bjerrum e Haitz. Quindi l'utilizzo di questi tests può apportare grande contributo alla conoscenza della qualità dei disturbi della visione centrale.

Ponendo un foglio ben suddiviso in quadratini davanti ad un occhio affetto da disturbi nella regione centrale della retina, il paziente rileverà immediatamente macchie e distorsioni della visione - scotomi e metamorfopsia, che appaiono in forme diverse e vengono "catturate" dalla quadrettatura tenuta davanti a loro.

La lunga pratica di questo semplice esame clinico ne ha mostrato le potenzialità ma anche le difficoltà di realizzazione. Per migliorare le prime e superare le seconde, sono stati stabiliti i seguenti metodi e tecnica d'esame:

Il foglio standard (tabella n° 1) è un quadrato con linee bianche su sfondo nero opaco, in cui le linee parallele orizzontali e verticali formano una superficie perfettamente suddivisa in quadratini. Al centro c'è una macchia bianca che funge da punto di fissazione.

La semplicità di questo test suddiviso in quadratini è nota a tutti e ricorda i quaderni a quadretti. E' altrettanto certo che la linea dritta, l'angolo retto ed il quadrato sono figure geometriche nelle quali il nostro occhio riesce a distinguere meglio eventuali difetti e distorsioni.

Le dimensioni sono: 10 cm. per la misurazione esterna e 5 mm. per ciascun quadratino. Le misurazioni lineari corrispondono ad un angolo di 20° e di 1°, quando il foglio viene tenuto ad una distanza di 28-30 cm dall'occhio.

Se effettuato secondo queste proporzioni determinate in modo preciso, basate sull'angolo di 1°, il quadratino sarà uno strumento di grande rilievo per determinare la topografia del polo posteriore dell'occhio.

Campo visivo

fig. 1

Figura 1

Nel campo visivo (fig. 1) la quadrettatura occupa un'area di 10° tutt'intorno al punto centrale. Occorre notare che il punto cieco si trova all'esterno di esso - non distante- a circa 5° dal lato temporale

 


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